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Antincendio e sicurezza: Gli impianti di rivelazione incendio

Abbiamo accennato all’esistenza degli impianti di rivelazione incendio quando ci siamo trovati a parlare della famiglia dei dispositivi di protezione antincendio attiva. I dispositivi di protezione attiva, lo ricordiamo, rappresentano quegli elementi che, all’interno di un impianto antincendio completo, giocano un ruolo attivo (che può andare dalla semplice rilevazione allo spegnimento dell’incendio, in base alle apparecchiature coinvolte) nel processo di estinzione delle fiamme.

A questo punto, prima di scoprire quanti e quali dispositivi di rivelazione esistano, è necessario aprire una piccola parentesi e fare chiarezza su una questione apparentemente ambigua. Compilando una qualunque ricerca sul web, infatti, è possibile imbattersi in numerosi articoli e riferimenti in cui si fa menzione ad alcuni impianti di rilevazione antincendio. Rivelazione o rilevazione, dunque? Qual è la formula corretta? Di fatto, almeno nel linguaggio ordinario, i due termini vengono utilizzati in maniera intercambiabile, quasi come fossero sinonimi. In realtà le cose non stanno esattamente così: in materia di antincendio, infatti, si parla di rilevazione quando ci si riferisce alla misurazione delle grandezze legate ai fenomeni fisici in cambiamento durante un incendio; il termine rivelazione, invece, viene impiegato per indicare il processo di registrazione e trasmissione di una certa informazione a un sistema di elaborazione dati. Ma scendiamo nel dettaglio, e proviamo a definire cosa sia un impianto di rivelazione incendi e quale informazione venga processata. 

Cos’è un impianto di rivelazione incendio

Qualora fossero rimasti dei dubbi riguardo alla corretta terminologia da utilizzare, un chiarimento definitivo arriva dalla norma UNI 9795:13. Tale norma fa infatti esplicito riferimento ai “sistemi fissi automatici di rivelazione e di segnalazione allarme d’incendio”, stabilendo quali criteri debbano essere applicati in fase di progettazione e di installazione di questi dispositivi e degli impianti antincendio in generale.

Un impianto di rivelazione incendio è un preziosissimo dispositivo di sicurezza, utile per preservare gli ambienti domestici e lavorativi dal rischio incendi. L’impianto è costituito da una serie di apparecchiature elettroniche che hanno il compito di rivelare e segnalare la presenza di quelle sostanze e quegli elementi nocivi per la salute umana e che possono essere rivelatori di un principio di incendio. Parliamo pertanto, ed essenzialmente, di: fumo, gas e variazioni di calore.

Per le attività molto complesse e che necessitano di pompieri interni è presente a volte anche una Centrale Operativa, la quale, a sua volta, avvia un processo di controllo e verifica della situazione. Appurata l’effettiva presenza di un pericolo, la centrale fa scattare precisi protocolli di di emergenza: dapprima la minaccia viene segnalata tramite appositi segnali acustici e visivi, così da permettere una rapida evacuazione; contemporaneamente, l’informazione ricevuta viene inoltrata agli operatori di settore, garantendo in questo modo il pronto intervento dei Vigili del Fuoco e degli addetti allo spegnimento fiamme.

Rivelatori, sensori e dispositivi di segnalazione antincendio 

Un impianto di rivelazione incendio si avvale della compresenza di:

  • Una centralina di allarme incendio;
  • Dispositivi di rivelazione incendio;
  • Dispositivi di segnalazione incendio;
  • Dispositivi di comando per interblocchi o spegnimento.

I dispositivi di rivelazione, in particolare, sfruttano diverse tecnologie per il loro funzionamento e, in base al diverso principio impiegato, è possibile distinguere tra:

  • Rivelatori di fumo ottici;
  • Rivelatori di gas;
  • Sensori di calore;
  • Sistemi a telecamera.

Per quanto riguarda i rivelatori di fumo, il loro funzionamento si basa essenzialmente sulla reazione alla diffusione della luce o alla presenza di ioni radicali liberi.

I rivelatori ottici sono dotati di un sensore che scatta e genera un allarme (di tipo acustico o visivo) nel momento in cui viene registrato un calo di intensità della luce presente nell’ambiente, spiegabile con la presenza di fumo. La rivelazione avviene grazie ad una fotocellula presente nella camera ottica del rivelatore stesso oppure, nel caso delle barriere lineari, a seguito dell’interruzione di un raggio tra ricevitore e trasmettitore (RX/TX) oppure tra il trasmettitore e un catarifrangente.

I dispositivi ad aspirazione funzionano con lo stesso principio ma prevedono in ambiente dei sistemi di aspirazione e campionamento continuo dell’aria tramite tubicini microforati. I rivelatori ad aspirazione utilizzano in alcuni casi la tecnologia ottica dei laser.  

I rivelatori di gas, come è intuibile, sono in grado di rivelare la presenza di questo elemento in un ambiente chiuso. Qualora la quantità del gas rilevata superasse una certa soglia di rischio, l’impianto emetterebbe tempestivamente un segnale di allarme. Lo stesso principio regola il funzionamento dei sensori di calore: anche in questo caso si tratta di apparecchiature capaci di individuare e segnalare eventuali picchi di calore, o comunque repentine variazioni della temperatura, che spesso precedono al divampare di un incendio.

I rivelatori di fiamma sono in grado di intercettare molto precocemente  le radiazioni emesse dalle fiamme nello spettro ultravioletto e infrarosso tramite sistemi ottici con tecnologia UV e IR. Sono di regola installati in ambienti ad alto rischio di incendio.

Da ultimo, i sistemi a telecamera rappresentano una recente innovazione nell’ambito delle tecnologie antincendio. Questi sistemi, sfruttando un particolare software di analisi del movimento, sono capaci di distinguere il movimento generato dal fumo che si sviluppa e libera nell’ambiente da quello di apparecchiature o persone. 

Quando è obbligatorio installare un impianto di rivelazione antincendio 

L’installazione di un impianto di rivelazione antincendio può essere lasciata all’iniziativa del singolo, ma vi sono molti casi in cui la sua presenza risulta obbligatoria per legge. La normativa italiana, infatti, prevede che gli impianti di rivelazione, e gli impianti antincendio nel complesso, debbano essere installati obbligatoriamente all’interno di strutture che ospitano un elevato numero di persone, quali ad esempio: hotel e alberghi, uffici pubblici, centri commerciali, ospedali e ristoranti oppure dove sono presenti rischi più importanti come aziende chimiche, produttive, farmaceutiche, magazzini di stoccaggio merci e industrie meccaniche. 

È stabilito, inoltre, che l’installazione degli impianti antincendio, sia essa volontaria o obbligatoria, deve essere eseguita esclusivamente da operatori e professionisti antincendio qualificati, previa una attenta valutazione dei rischi eseguita dagli stessi.

La recente normativa del 2021 ha introdotto anche criteri generali che prevedono anche specifiche attività di formazione normata e un esame finale sotto il controllo del dipartimento Vigili del Fuoco. Tale obbligo scatterà però a settembre del 2023 data entro la quale tutti gli operatori del settore dovranno aver formato  i propri tecnici.

È stabilito, inoltre, che l’installazione degli impianti antincendio, sia essa volontaria o obbligatoria, deve essere eseguita esclusivamente da operatori e professionisti antincendio qualificati, previa una attenta valutazione dei rischi eseguita dagli stessi.

Manutenzione: leggi e decreti di riferimento

Al pari di qualsiasi altro dispositivo di sicurezza, anche i dispositivi di rivelazione incendio devono essere sottoposti a un’accurata pulizia e a controlli periodici al fine di mantenere inalterata la loro efficienza e di scongiurare il rischio di possibili falsi allarmi.

Di seguito l’elenco delle leggi e delle norme che regolano la realizzazione e la manutenzione degli impianti di rivelazione incendio:

  • UNI 11224 – Disciplina il controllo iniziale e la manutenzione dei sistemi di rivelazione incendi;
  • UNI 9795:2021 – Vengono definiti i criteri per la progettazione, l’installazione e l’esercizio dei sistemi fissi automatici di rivelazione e di segnalazione allarme d’incendio;
  • D. Legge 37/08 – Il Decreto stabilisce che, al termine dei lavori, l’impresa installatrice debba rilasciare al committente la dichiarazione di conformità dei nuovi impianti;
  • D. Lgs 81/08 – Anche detto “Testo Unico”, il Decreto si configura come un vero e proprio Codice della salute e della sicurezza sul lavoro, raccogliendo al suo interno le principali norme vigenti in materia di sicurezza;
  • D.M. 10/03/98 – Il Decreto stabilisce i criteri per la valutazione del rischio incendi nei luoghi di lavoro, le misure di prevenzione e protezione da adottare e quelle organizzative e gestionali da attuare durante il normale esercizio dell’attività e in caso di incendio.

Rivelazione antincendio: perché scegliere SopranCiodue

Il Gruppo SopranCiodue si avvale di personale altamente formato e specializzato. Operiamo solo nel pieno rispetto delle normative vigenti, mettendo a disposizione le migliori professionalità nel campo dell’installazione e della manutenzione dei sistemi antincendio.



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